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| Don Pedro de Toledo |
Sfogliando i miei libri sul Regno di Napoli, ed in particolare quelli del Giannone di cui ho una ristampa del 1822, noto con piacere la Storia del Vicerè spagnolo Don Pedro de Toledo che seppe dare a Napoli grande splendore dopo la peste del 1529.
Nacque nel 1484 in Alva di Tormes del regno di Castiglia ed [...] allevato da buoni Maestri nello studio delle lettere, ma conosciutosi, che non molto vi riusciva, e che la sua inclinazione era piu' nelle cose agibili, che nelle speculazioni delle Scuole, il Duca padre lo pose per Paggio nella corte del Re Cattolico, da cui ancorchè fanciullo, attentamente osservando le sua gesta e raccogliendo le parole, che uscivano dalla bocca di quel savio Re, apprese l'arti della prudenza e del senno; ed ingegnandosi negli esercizi di Cavalleriasuperar gli altri Cortigiani suoi pari, cosi in servire il Re, come in comparir bene nei Torneamenti, nelle giostre, e negli altri intrattenimenti del Palazzo, divenne non pur sopra tutti caro al Re, ma peritissimo nell'esercizio del cavalcare e di giostrare, tanto che in Ispagna ebbe nome di gran Toriatore; onde avvenne, che venuto per Vicerè in Napoli, introducesse fra noi (napoletani) il gioco de Tori, e tante altre giostre e tornei, che sovente nel suo governo napoletano faceva replicare [...]
Quindi ci troviamo poco prima della metà del 1500 in cui già Grisone operava a Napoli con la sua Arte Equestre ed in cui Vicerè come Don Pedro, si trovava in una condizione in cui Napoli era al centro di questa mirabile disciplina. Non solo, anche a Napoli, nell'attuale Piazza Mercato, sede di Giostre importanti, si procedeva anche all'Arte della Tauromachia.
| Sepolcro di Don Pedro de Toledo presso Basilica San Giacomo degli Spagnoli |
Il suo arrivo come viceré nel settembre del 1532 segnò una svolta fondamentale nella storia del regno e della sua capitale. I 20 anni della sua amministrazione sono caratterizzati da un riassetto politico-sociale e da importanti mutamenti economici e urbanistici. Don Pedro trasformò la città di Napoli rendendola una delle roccaforti dell'Impero Spagnolo: simbolo della ricostruzione e del nuovo ruolo assunto dalla città fu il Castel Sant'Elmo, i cui cannoni dominavano la città.I napoletani danno nome ad una delle strade piu' importanti all'illustre Vicerè quale VIA ROMA, cambiata da direttive fasciste nella seconda guerra mondiale.

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