Lo sviluppo di una Razza Equina, ora come in ogni epoca, è generato dall'attitudine ed uso in cui viene coinvolto il soggetto. Conosciamo bene il grande coinvolgimento mondiale che il Cavallo Spagnolo ha avuto da sempre in ogni Nazione con molteplici sport, attività ed implicazioni. Su di esso si è costruito il mito del cavallo per “eccellenza”, ed effettivamente risulta essere uno dei cavalli piu’ performanti in circolazione.
Complice una tradizione ed una costanza che non ha mai avuto fine dal XIII secolo fino ai nostri giorni e che si è rafforzata nel momento di massima espansione del Regno Spagnolo attraverso il Vicereame Napoletano. In quest’occasione, l’incontro con il Corsiero Napolitano ha rafforzato questo legame rendendolo indimenticabile.
Oggi in Campania, nonostante sia stata la Culla dell’Equitazione mondiale c’è il Nulla. Il nulla generato da un sistema baronale in cui le poche razze presenti sono custodite gelosamente da pochi proprietari che oltre a non permetterne la vendita ne ostacolano anche l’uso o l’applicazione attitudinale di cui sopra, frenandone lo sviluppo.
L’antico Corsiero Napolitano è rappresentato oggi solo da alcune razze ritenute le discendenti culturali di tale grande eccellenza quali la Lipizzana, la Murgese e la San Fratellana. In Campania esiste la “Salernitana” oramai ampiamente imbastardita dal Sangue Inglese e quindi uscita fuori dai parametri morfologici dell’antico Corsiero, dalla Persana, un tempo prestigiosa razza del Re Carlo di Borbone, ma attualmente nelle mani del Sig. Alduino di Ventimiglia senza alcuna attività rilevante, e da quella “napoletana”, nata e riconosciuta dall’AIA solo ultimamente sotto i termini del decreto del Ministero D.M. 24347 datato 5 Novembre 2003 . Questa ultima razza, piu’ piccola e diversa morfologicamente viene confusa con il Corsiero Napolitano, protagonista del periodo intercorrente tra il XV e XVIII secolo. E’ custodita dal Sig. Giuseppe Maresca, ma non ha mai dimostrato ad oggi alcuna attitudine particolare né nello sport né nell'alta scuola, tanto da essere gelosamente trattenuta e sporadicamente mostrata in qualche fiera.
Dove vogliamo quindi andare? Come vogliamo recuperare una tradizione se la fotografia tracciata in Campania ha questo spessore?
Ci rimettiamo quindi nel sogno di un antico Corsiero che ci accompagna solo indirettamente nella discendenza nella linea “Conversano e Neapolitana” del Lipizzano ed in taluni soggetti della Razza Murgese. E per tale motivo nasce ufficialmente il Registro del Corsiero Napolitano.

Grazie delle delucidazioni e speriamo che la creazione di questo registro riesca a smuovere gli animi degli allevatori riportando il Corsiero Napolitano ai suoi antichi e meritati splendori.
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