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DELLE PASSATE

 


La passata è una linea diritta su cui un Cavallo passa e ripassa, (cosa che le ha dato il nome di pas­sata), alle cui estremità si fa un cambiamento di mano o una mezza volta. La linea della passata deve essere di circa cinque lunghezze di Cavallo e le mezze volte non devono superarne una nella loro larghezza, di modo che esse siano più stret­te della metà di una mezza volta ordinaria, poiché, essendo questo esercizio fatto per il combattimento, un Cavaliere, dopo aver dato un colpo di spada al suo nemico, possa, dopo quest'azione, con maggior velocità girare il proprio Cavallo, e più velocemente essere in grado di ripartire e di infliggere un nuovo colpo. Anche queste mezze volte da combattimento vengono eseguite in tre tempi di cui l'ultimo deve chiudere la mezza volta: bisogna che un Cavallo, girando, sia rac­corciato e sulle anche, al fine di essere più fermo sui suoi piedi posteriori e non scivolare; il Cavaliere sarà così più comodo e saldo in sella.

Ci sono due tipi di passate, quelle che si fanno al piccolo galoppo, tanto sulla linea della passata che sulle mezze volte, e quelle che si chiamano furiose, in cui si parte a tutte gambe, dalla metà della linea diritta, fino al punto in cui si marca la fermata per incominciare la mezza volta; così, nelle passate furiose, dopo aver finito la mezza volta, si continua ad andare al piccolo galoppo fino al punto di mezzo della linea dritta, sia per rinsaldarsi in sella, sia per osservare i movimenti del proprio nemico, sul quale si lancia il proprio Cavallo partendo in velocità e riunendolo poi per l'altra mano.

Quando il Cavallo sarà obbediente alle passate lungo la parete, e cambierà di piede facilmente e senza disunirsi alla fine di ogni mezza volta, bisognerà far­gliele eseguire sulla linea di mezzo del maneggio: e poiché questo esercizio è fatto per il combattimento, deve essere eseguito in libertà per poter andare incontro al nemico.

Passate le cui mezze volte sono della larghezza delle mezze volte ordinarie, possono essere eseguite anche in un maneggio, in tal caso non si tratta più di un esercizio da guerra, ma di Scuola, che viene fatto per piacere o per distendere un Cavallo che si chiude troppo, per lo stesso motivo anche la linea diritta della pas­sata è più o meno lunga, secondo che il Cavallo si abbandoni o si ritenga, per ren­derlo sempre attento all'azione delle gambe e della mano del Cavaliere.

Benché questo esercizio sia così bello quanto difficile ad eseguirsi, non entrere­mo in ulteriori dettagli, poiché si devono impiegare le stesse regole che nell'eser­cizio delle volte, di cui abbiamo parlato; se il Cavallo rifiuta di obbedire, questo sarà o per cattiva natura, o per mancanza di scioltezza e di obbedienza, nel qual caso bisognerà fare ricorso ai princìpi che già abbiamo stabilito.

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