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L’Arte Equestre di Monsieur de Pluvinel


Antoine de Pluvinel Nacque nel 1555 a Crest in Francia morì a 65 anni a Parigi nel 1620 gentiluomo del Delfinato, ebbe l’opportunità e l'onore di servire tre re: Enrico III, e Enrico IV ed il suo particolare allievo Luigi XIII. Nella sua particolare passione inerente all’apprendimento della buona Scuola di Equitazione viaggiò tantissimo. A soli 17 anni venne premiato, per le sue importanti capacità equestri, nel frequentare la Scuola Napoletana di Equitazione, tappa fondamentale per l’apprendimento di ogni nobile europeo.

Rimase a Napoli per ben 6 anni sotto la guida del Pignatelli e grazie agli insegnamenti ricevuti dal maestro napoletano il gentiluomo francese apprese ogni più piccolo segreto legato all'arte equestre. Successivamente divenne anch’egli maestro di equitazione impostando un proprio metodo di montare a cavallo, modificando gli insegnamenti del Pignatelli e personalizzando il suo modo di lavorare con cavallo e cavaliere. Tuttavia ebbe a dire del Pignatelli:

Mai vorrei aver abbandonato i metodi del Pignatelli, il più eccellente uomo di cavalli che sia mai vissuto in questo secolo o in uno precedente, e dal qua l'ho imparato gran parte di quanto egli ebbe modo di insegnarmi durante i 6 anni che passai con lui.


Ritornato in Francia divenne primo scudiere di Enrico III che dovette ben presto abbandonare in quanto ucciso da un folle all’uscita di una Chiesa. Dovette quindi dedicarsi al nuovo Re, Enrico IV che gli concesse la possibilità di aprire la sua prima Accademia Equestre Francese, quella di Faouburg nella Scuderia Reale impostata secondo lo schema e struttura di quella di Napoli. Nel 1610 anche Enrico IV venne a mancare e con il nuovo successore, Luigi XIII, Pluvinel raggiunse l’apice del successo divenendo Grand – Ecuyer, Consigliere nel Consiglio degli Stati, ciambellano e vice governatore di Sua Maestà. Innamorato del concetto di bello derivanti dal periodo classico e imperante nel rinascimento aveva impostato la sua filosofia di vita ed i suoi insegnamenti sulla cortesia, sull'armonia e sulla gentilezza.

Pluvinel aveva quindi accettato con piacere il compito equestre del giovane re di Francia Luigi XIII. L'amichevole insegnamento viene sotto forma di dialogo tra il Re e Pluvinel e la partecipazione della nobiltà alle lezioni di Pluvinel era motivata dal fatto che nell'accademia reale francese accanto all'arte equestre, si insegnavano anche la danza, la musica, la scherma, la pittura e le scienze. Le Manege Royale ha nel suo interno innumerevoli stampe in cui si rendicontano e si descrivono tutte le attività dell'arte equestre di de Pluvinel.



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